Mammografia di screening

05/07/2010 11.14.06 - a cura di Redazione

 In tutto il mondo, ogni anno, viene diagnosticato un tumore al seno in più di
1 milione di donne e più di 500.000 muoiono a causa di questa malattia. Nel
corso degli ultimi vent'anni si è osservata una modesta, ma reale diminuzione
di mortalità per il tumore della mammella attribuibile al miglioramento della
diagnosi precoce e alle strategie terapeutiche. In questo contesto dovrebbe
essere considerato il recente e acceso dibattito aperto dalla pubblicazione
delle nuove linee guida del US Preventive Services Task Force (USPSTF)
sull'approccio ottimale dello screening per il tumore della mammella.
Nel 2002, la USPSTF ha raccomandato lo screening mammografico ogni 1 o 2 anni
per tutte le donne ≥40 anni. Nella revisione di aggiornamento 2009 recentemente
apparsa sugli Annals of Internal Medicine la task force ha rivisto i propri
orientamenti sulla base di una revisione sistematica dei benefici e dei danni
da screening, e su un'analisi dei dati con modelli statistici orientati a
stimare i risultati associati a screening annuale rispetto al biennale con
inizio e termine in età differenti.

Nel documento riassuntivo la USPSTF fornisce alcune raccomandazioni e
dichiarazioni che vanno a contrastare in modo rilevante con le strategie
consolidate, in particolare:

non raccomanda lo screening di routine per il tumore della mammella nelle
donne più giovani (fascia di età, 40-49 anni), ma sostiene che la decisione di
iniziare lo screening in donne con età <50 anni dovrebbe essere
individualizzata.
raccomanda lo screening mammografico biennale per tutte le donne di mezza età
(fascia di età, 50-74 anni).
sostiene che le prove scientifiche attuali non sono sufficienti per una
valutazione dei benefici e dei danni correlati allo screening mammografico
nelle donne anziane (età, ≥75 anni)
evidenzia che non esistono al momento dati scientifici sufficienti per
valutare i benefici e i rischi connessi all'esame clinico del seno, eseguito in
aggiunta alla mammografia di screening nelle donne di età ≥40, nonché per
valutare i vantaggi e gli svantaggi della mammografia digitale o della
risonanza magnetica rispetto alla mammografia su pellicola radiografica
tradizionale.
scoraggia i medici a dare indicazione alle donne di eseguire l'auto-esame del
seno.

Sicuramente lo screening del tumore al seno genera ansia in molte donne, ma
poiché queste nuove linee guida affermano che la mammografia dovrebbe essere
condotta in meno donne e meno frequentemente, è facile comprendere come questo
possa generare confusione. Se si considera inoltre che molte società
scientifiche approvano lo screening mammografico annuale dopo i 40 anni, questa
discrepanza aggiunge incertezza nei medici e nei pazienti. Un'articolo a
commento di Ann Partridge del Dana Farber Institute di Boston apparso sul New
England Journal of Medicine aiuta a ridefinire correttamente i termini del
problema. Infatti l'autore afferma che se da un lato vi è un consenso sul fatto
che lo screening mammografico porti ad una riduzione della mortalità per cancro
al seno tra le donne da 40 a 74 anni di età, dall'altra è ampiamente
riconosciuto che la mammografia è un test altamente imperfetto. La mammografia
non riescono a rivelare un certo numero di tumori, in particolare quelli che
sono negativi per i recettori degli estrogeni. Allo stesso tempo, i falsi
positivi sono frequenti con una sovra diagnosi in particolare di tumori
invasivi. Inoltre alcune mammografie rilevano lesioni non invasive che
probabilmente non avrebbero mai causato alcun problema alla donna. Ma
nonostante la over-detection e la under-detection, la mammografia rimane lo
strumento migliore di screening di popolazione per il cancro della mammella.

Quindi come interpretare le nuove raccomandazioni USPSTF, riconciliare le
opinioni divergenti e consigliare i pazienti?
La task force non vieta la mammografia nelle donne tra i 40 e 50 anni, né
afferma che sia un esame di nessun valore. Al contrario, conferma un dato
conosciuto da tempo e cioè che i vantaggi della mammografia sono più limitati
nelle donne più giovani rispetto alle più anziane, e che le donne a rischio
medio dovrebbe prendere una decisione con il loro medico di riferimento per un
programma di screening che meglio si adatti alle loro preferenze. Una donna
quarantenne deve sapere che per lei il beneficio assoluto dello screening
mammografico è abbastanza limitato. Più di 1900 donne devono essere sottoposte
a controllo per 10 anni per prevenire 1 decesso da tumore della mammella e ci
sono circa il 60% in più di risultati falsi positivi e di biopsie inutili che
non ci sarebbero se lo screening fosse iniziato a 50 anni.
Le prove del fallimento dell'autoesame del seno come strumento di screening
non significa che le donne non debbano esaminare se stesse. Se il regolare
autocontrollo del seno è un esame che non offre alcun vantaggio in un contesto
di screening, è opportuno che i medici incoraggino le donne a essere
consapevoli dei loro seni e, se preoccupate, consultino il medico.
In conclusione queste raccomandazioni dovrebbero essere viste come un passo
verso uno screening dei tumori più personalizzato in cui, in futuro, la
comprensione delle basi molecolari base del cancro al seno potrà fornire
strumenti utili per screening più efficaci. Al momento è corretto ottimizzare
quello che è disponibile oggi, promuovendo approcci migliori per il futuro.

 



Eventi Assimefac

News

fondi per una equipe di psicologi per assistere bambini malati di tumore

Le societa' scientifiche chiedono nuove linee guida sulla procreazione assistita

Mammografia di screening: indicazioni personalizzate nelle donne giovani
tumore della mammella, screening

Letto il: 05/09/2010 5.17.19